Donoussa: la Grecia d’altri tempi

Se siete arrivati fin qua è perché cercavate informazioni su Donoussa e, diciamocelo, ne avete trovate poche. E cercavate Donoussa perché vorreste vedere le vere Cicladi, quelle poco toccate dal turismo, rudi e vere.

Se siete arrivati fin qua per questo, siete nel posto giusto.

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Partiamo da un po’ di geografia: Donoussa fa parte, insieme a Iraklia, Koufonissi e Skinoussa, delle piccole Cicladi.

Fatta salva la più nota Koufonissi, si tratta di isole ancora poco esplorate dal turismo di massa e, per questo, autentiche.

Siccome questa pagina non l’avevano ancora scritta, noi siamo sbarcati a Donoussa senza sapere esattamente cosa aspettarci ed è stata una continua scoperta.

La prima cosa che vi colpirà è che sull’isola non potrete fittare scooter o auto. C’è un’unica strada principale che l’attraversa tutta e numerosi sentieri dove, se ve la sentite, potrete fare trekking per raggiungere le spiagge più remote. Per i più pigri, come noi, tutte le spiagge possono essere comunque raggiunte con un bus che per pochi euro e con manovre mozzafiato vi permetterà di esplorare l’isola. Parte dal porto ad orari prestabiliti, il biglietto si fa a bordo. Altro mezzo per arrivare nelle spiagge meno accessibili è la barca, una sorta di taxy boat.

L’isola può essere vissuta in molteplici modi. È uno dei pochi luoghi dove ancora si può piantare una tenda e passarci l’estate, vivendo a stretto contatto con la natura. Potrete però anche fittare una stanza o un appartamento nella Chora o in uno dei microscopici villaggi di poche case sparsi sull’isola.

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Veniamo alle spiagge. La premessa è che non ne troverete di attrezzate e questo rende l’isola ancora più vera.

Già la spiaggia di Stavros, sotto alla Chora è molto valida, frequentata prevalentemente da famiglie, è anche quella più affollata, ma non preparatevi a sgomitare, si sta benissimo.

Dalla spiaggia più vicina al paese, passiamo alla più lontana, Kalotaritissa. Ci si arriva con il bus, è l’ultima fermata. Una piccola baia, un paio di barchette di pescatori adagiate sul mare azzurro, il silenzio. Non è attrezzata e non c’è ombra, per cui munitevi di una tenda (se è periodo di meltemi, l’ombrellone serve a poco). Sopra la spiaggia c’è un mucchio di case, dove dicono che in inverno vi rimanga una sola abitante con le sue galline. Se amate le cose semplici, andate nell’unica taverna, che vedete. Qui abbiamo mangiato il miglior piatto di fava di tutte le Cicladi, passato un pomeriggio leggendo un libro e sorseggiando una birra, tutto vista mare.

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Proseguendo a piedi, sulla destra, per un breve sentiero, arriverete alla piccola spiaggetta di Tripiti, dove è vietato dimenticare maschera e pinne. Si tratta di una piccola cala, di ciottoli, con poche persone e, neanche a dirlo il mare cristallino.

Dalla spiaggia più vicina alla più remota, alla più bella: Livadi.

A Livadi si arriva in pullman, scendendo poi dal piccolo paese di Mersini a piedi, o in barca. Se scegliete quest’ultima, preparatevi ad un tuffo in acqua. Non c’è il molo. E se ora vi state chiedendo come farete a portare le borse in spiaggia, ve lo lasciamo scoprire da soli. In ogni caso, sappiate che potrete portarle.

Livadi è un piccolo paradiso, acqua limpidissima dai riflessi che variano dall’azzurro al verde. Non ci sono taverne o chioschi e ci sono poche temerici a fare ombra. Conviene perciò portare tutto con sé. Si pratica campeggio libero ed è la spiaggia per eccellenza dei naturisti, anche se è possibile praticarlo un po’ ovunque sull’isola.

Stesso discorso per la spiaggia di Kendros, raggiungibile o in pullman o in barca. Non dimenticate la maschera! Davanti alla spiaggia potrete vedere il relitto di una nave tedesca, affondata durante la guerra. Dobbiamo ancora dire che il mare è cristallino?

Non da ultima, vi suggeriamo di raggiungere in barca anche la grotta di Fokospilia, grotta delle foche, dove potrete fare il bagno e godere dei meravigliosi riflessi creati dal sole, dal mare e dalle rocce.

Buon viaggio!!

Napoli: San Gregorio Armeno e la tradizione dei presepi

C’è una strada di Napoli che più di tutte è espressione del Natale, stiamo parlando di San Gregorio Armeno.

In questa strada che unisce Via dei Tribunali a San Biagio dei Librai, pieno centro storico, si tramanda di padre in figlio la tradizione secolare dell’arte presepiale.

Tutto l’anno le botteghe espongono i loro manufatti, che vanno da presepi del settecento del valore di migliaia di euro a presepi più modesti ma comunque bellissimi che potrete acquistare a prezzi più contenuti.

Ogni famiglia napoletana che voglia realizzare il presepe o anche ampliarlo, durante il periodo dell’Avvento non può non recarsi in questa strada. Se decidete di assaporare l’aria natalizia, schietta e autentica di Napoli, quasi fosse un cliché allora questa è una delle mete da non perdere.

Girando tra le botteghe, potrete ammirare due tipi di presepi: uno cosiddetto “colto” e uno “popolare”. I presepi colti sono un retaggio di quelli che nel ‘700 erano ospitati nelle case della nobiltà napoletana, dove si faceva a gara a chi avesse il presepe più prezioso, tanto che i personaggi spesso erano ricoperti di oro e pietre preziose. Questi presepi, di notevoli dimensioni, uniscono il sacro al profano, sono infatti solitamente ambientati in templi pagani decadenti con pastori alti circa 40 centimetri, vestiti con abiti anche sontuosi. I presepi popolari, meno pretenziosi, si diffusero, invece, nei bassi di Napoli, e li potete distinguere, durante la vostra visita, perché ambientati in una scena campestre con pastori di dimensioni più ridotte (una decina di centimetri), realizzati con degli stampini e dipinti poi a mano.

E’ ormai tradizione che gli artigiani di San Gregorio Armeno realizzino per il presepe statuine rappresentanti personaggi dell’attualità caricaturizzati, cosicché ogni anno giornalisti e appassionati attendono con ansia di conoscere il nuovo pastore nato dalle menti e dalle mani di questi artisti.

 

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COME ARRIVARE A SAN GREGORIO ARMENO

Prendendo la linea 1 della metropolitana, basta scendere alla fermata “DANTE”, una volta nella piazza andare verso Port’Alba, superarla e continuare dritto per Vico San Pietro a Maiella che diventa poi Via dei Tribunali, arrivati in Piazza San Gaetano, bisogna girare a destra e lì comincia San Gregorio Armeno.

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TEMPO DELLA VISITA

Per la visita, se volete solo passeggiare e ammirare i presepi, bastano circa 30-45 minuti. Considerate, però, che nel periodo natalizio la strada è davvero affollata e potrebbe richiedere una buona dose di impegno e di tempo percorrerla tutta. In ogni caso, ne varrà la pena!

Per altre info, non esitate a chiedere!

Pronti??

Buon viaggio! 😀

Napoli: la chiesa delle anime pezzentelle

Bentornati!

Oggi abbiamo deciso di portarvi in un luogo di Napoli, non conosciuto a molti, sospeso tra il sacro e il profano: la chiesa di Santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco, conosciuta da molti come la chiesa delle anime pezzentelle.

Si accede da via dei tribunali, noi l’abbiamo scoperta per caso, passeggiando da turisti nella nostra stessa città. All’interno è tutto un sfavillare di elementi tipici del barocco, colori forti e luci. Solo dopo magari farete caso ai teschi in bronzo all’entrata, all’alternarsi di clessidre e teschi all’interno.

La visita, guidata, si paga 4 euro e li vale davvero tutti.

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In contrasto con il senso di “pieno” che solo il barocco sa dare, la visita comincia nella chiesa posta al di sotto di quella da cui siete entrati. Un crocifisso, nero, due rette essenziali che si incrociano sulle pareti bianche e poi più nulla. Fino a qualche anno fa, vi spiegherà la guida, era tutto pieno di teschi. I napoletani adottavano un teschio, di cui si ignorava l’identità e lo lucidavano, lo adoravano, volgevano a lui le proprie preghiere. In contrasto con i dettami della chiesa, si è cercato di porre fine a questo rito, con la rimozione dei teschi da questo ipogeo.

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Si continua la visita e si scende ancora, più in basso. Qui ci sono delle nicchie e dei teschi, in fondo quello più adorato dai napoletani a cui varie leggende hanno dato un nome: Lucia. Ognuno a riguardo può raccontarvi una storia diversa, Lucia era una donna ricca, per alcuni era malata, per altri innamorata e così via. Fatto sta, che ancora oggi sono visibili gli oggetti che i devoti le portano in voto nel tentativo di concepire un figlio. Sotto il teschio di Lucia ci sono altri due teschi, secondo una leggenda sarebbero quelli dei servitori di Lucia.

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Al di sotto della stanza dove vi trovate si può vedere un’enorme fossa comune, dove sono stati accumulati i teschi spostati a seguito delle disposizioni ecclesiastiche.

Il profano che sopravvive al sacro, un modo antico per esorcizzare la morte. Se vi trovate a Napoli, la chiesa delle anime pezzentelle merita, a nostro parere, una visita.

Buon viaggio 😀

E scriveteci per info o per farci sapere se vi è piaciuto il nostro suggerimento!

p.s. tutte le foto caricate in questo post sono prese dal web, non è possibile scattare foto durante la visita.

Alicante, non solo meta estiva

Ci abbiamo messo un po’ ma eccoci qua a parlarvi della splendida Alicante.

Molto conosciuta come meta per le vacanze estive, anche nelle altre stagioni non vi deluderà né per le sue bellezze né per il suo clima, sempre mite, né per la sua vita notturna.

Da bravi turisti, come prima tappa del nostro weekend abbiamo scelto di visitare il Castillo di Santa Barbara, che sovrasta la città maestoso. Se siete impavidi, potete scegliere di salire a piedi, percorrendo le mura, fin sopra al castello oppure potete optare per l’ascensore, che per pochi euro vi permetterà di arrivare in cima in una manciata di minuti. Una volta saliti, quello che vi colpirà sara sicuramente il panorama: mare tutto intorno e, in lontananza, le città più famose della movida della costa del sol.

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Mentre ci sentivamo troppo pigri per affrontare la salita al castello a piedi, al ritorno abbiamo scelto di metterci in marcia, deviando però per il Barrio de Santa Cruz (scendendo, attraversata la strada, deviate sulla sinistra attraverso un breve sentiero sull’erba, passerete sotto ad un’arcata molto bassa e proseguirete lungo un percorso pedonale ben tenuto che vi condurrà al barrio).

Il Barrio de Santa Cruz è la zona più antica di Alicante, rimasta per certi aspetti nel passato, con case piccole e decorate all’esterno, vasi ricolmi di fiori, finestre colorate, che molto ricordano i pueblos blancos dell’Andalusia.

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Continuando nella discesa vi ritroverete all’improvviso nella parte nuova della città. Potrete fare un giro tra i locali del porto o una passeggiata sulla Explanada, il lungomare, realizzato con oltre otto milioni di tasselli di marmo, incastrati a formare un enorme mosaico.

Non potrete perdervi, anche solo per curiosità, Calle San Francisco, dove sono state posizionate numerose installazioni a forma di fungo, alcuni giganti altri in miniatura, tutte con facce buffissime, vi sentirete un po’ come in “Alice nel Paese delle Meraviglie”.

Alla fine di Calle San Francisco vi ritroverete a Plaza Calvo Sotelo, un luogo perlopiù per famiglie, dove potrete riposarvi su una panchina o fermarmi a uno dei caratteristici bar in strada. Per i più modaioli, lasciandovi la piazza alle spalle, potrete fare shopping sulla Maisonnave, dove in inverno si accalcano numerosi carretti di venditori di castagne e dei più tipici churros.

La vita notturna di Alicante si svolge nelle strade più interne della città, il sabato è dedicato al “tardeo”: dal pomeriggio fino a notte inoltrata si sorseggiano drink e si mangiano tapas in compagnia, in un clima di festa tipico della Spagna più autentica.

Un po’ di info:

Come arrivare ad Alicante? Voli diretti dall’Italia sono operati tutto l’anno da Ryanair e Vueling.

Alla domanda, come si mangia? Vi rispondiamo sinceramente che l’Andalusia non ha paragoni! Ci sono, ad ogni modo, dei locali molto rinomati per le tapas, come “Sento”. Lasciamo giudicare a voi!

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Dove dormire ad Alicante? Bhè la scelta è ampia e per tutte le tasche. Noi abbiamo alloggiato all’hotel Mendez Nunez, un buon compromesso tra qualità e prezzo.

Anche questa volta, non vi resta che partire! 😉

 

 

S.O.S. VALIGIA

E’ arrivato il momento di partire e come al solito la vostra valigia non è pronta? Anni e anni di low cost non vi hanno ancora insegnato come far entrare tutto nel bagaglio a mano? Vi sembra di aver portato con voi tutta la casa e, arrivati a destinazione, vi accorgete che avete dimenticato lo spazzolino? Comprate lo spazzolino, vi sentite finalmente a posto, finché non si scarica il cellulare e il caricabatteria vi sta aspettando a casa, lì vicino alla solita presa?

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Tranquilli, non siete soli.

Seguite i nostri consigli.

  1. Fate una lista delle cose da portare: carta e penna, come se doveste andare a fare la spesa, scrivete per filo e per segno cosa mettere in valigia e depennatelo solo dopo avercelo infilato realmente dentro.
  2. Utilizzate kit da viaggio: solitamente negli alberghi trovate tutto l’occorrente ma non volete rinunciare al vostro shampoo, balsamo, struccante occhi, viso, crema notte, crema giorno? Benissimo, in profumeria vendono delle bottiglie da viaggio 100ml, così da poterle portare anche nel bagaglio a mano e, contemporaneamente, poter ridurre il peso in valigia. Per i profumi, scegliete i campioncini.
  3. Preparate in anticipo gli abbinamenti dei vestiti: donne, se scegliete di portare con voi una borsa blu e siete di quelle che ci tengono ad avere un certo aspetto anche in viaggio, è inutile poi portare vestiti che non vi si abbinino. La vacanza è di 3 giorni? Portate 3 pantaloni e assicuratevi che vi si abbinino 4 maglie, al massimo un vestitino. Scommettiamo che il resto sarà superfluo.
  4. Il phon non sempre è indispensabile. Informatevi se in albergo è fornito in camera. Solitamente lo è. Avrete risparmiato tanto spazio e un po’ di peso.
  5. Portate sempre le scarpe da ginnastica: anche nei posti più impensabili, anche per i meno sportivi, troveranno il modo di esservi utili.
  6. Non lasciate a casa carta bancomat/credito: portare i contanti è sempre utile ma non disdegnate MAI l’utilità che possono avere per qualsiasi necessità improvvisa e non prevista un bancomat o la carta di credito.
  7. Chiedetevi sempre: mi serve davvero? Prima di infilare ogni singolo oggetto in valigia chiedetevi con sincerità in quali occasioni potrà servirvi. Se la possibilità che lo utilizziate è prossima allo zero, evitate di portarlo.
  8. Dividete le cose col vostro compagno di viaggio: perchè portare 2 boccette di shampoo? Due phon? Due tubi di dentifricio? Organizzate la valigia insieme al vostro o ai vostri compagni, converrà a tutti.
  9. Controllate sempre al momento della prenotazione i limiti in kg e dimensioni del bagaglio e, se avete dubbi sugli oggetti ammessi in cabina, consultatene l’elenco sul sito della compagnia stessa.

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Speriamo di esservi stati un po’ d’aiuto o, almeno, di conforto 😀

Buona valigia, traveller!! 😉

A spasso per Lugano

Sovrastata dai monti e affacciata sull’omonimo lago, in Svizzera, c’è una città incantata: Lugano.
Per un weekend o anche solo per un giorno vale la pena di visitarla. Vuoi per i palazzi monumentali, vuoi per la lunga e piacevole passeggiata all’ombra sul lungolago, sembra davvero di essere catapultati in un’altra epoca.
Potrete cominciare la vostra visita partendo proprio dal lungolago e gustarvi il panorama seduti su una delle tante panchine rosse, romanticamente avvolti da file interminabili di alberi.

Procedendo, vi ritroverete improvvisamente catapultati nelle vie dello shopping che si snodano anche nella zona interna, ma più che lo scintillio delle vetrine siamo sicuri vi attirerà la magia dell’intera città.

Photo by Alessandra A.

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Proseguendo nella passeggiata, si accede al parco civico. Subito i vostri occhi andranno all’insù verso gli alberi altissimi da cui sarete sovrastati e poi correranno verso i coloratissimi fiori tutti intorno a voi per posarsi, infine, con stupore sulla foce del Cassarate, con la sua ricca vegetazione.

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Photo by Alessandra A.

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Photo by Alessandra A.

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Andando avanti, se avrete ancora buone gambe per camminare, proseguite oltre i campi da tennis e dopo pochi metri vi ritroverete l’indicazione per la funicolare che porta al Monte Brè. Siamo arrivati felici di voler fare un giro per ammirare la città dall’alto, ma il prezzo ci ha un po’ delusi, il biglietto costa infatti 28 franchi. Troppo per un viaggio low cost. Potete, infatti, arrivarci anche in auto; la strada è agevole e alla fine avrete risparmiato anche un bel po’ di soldi.

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Photo by Alessandra A.

INFO UTILI:

In Svizzera le autostrade sono gratuite ma per accedervi avrete bisogno di acquistare un contrassegno con validità un anno (costa circa 40 franchi ed è acquistabile alla frontiera). Se come per noi, la vostra meta è Lugano, allora potrete tranquillamente preferire la statale all’autostrada, risparmiandovi l’acquisto del biglietto. Si tratta, infatti, di pochi km in più e la strada è in ottime condizioni.
Se siete a corto di benzina, vi conviene fare il pieno una volta superato il confine. I prezzi sono molto più bassi.
Cambio: la valuta ufficiale in Svizzera è il franco svizzero, accettano comunque gli euro (cambio sfavorevole a noi 1 a 1) e vi danno come resto i franchi. Per ogni euro, in pratica, ci perdete 10 cent, vi conviene cambiare in anticipo.

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Come sempre, non vi resta che partire 😀

Lampedusa, il sud d’Europa

C’è chi a Lampedusa ci arriva per la prima volta, come noi, e c’è chi a Lampedusa ci ritorna da sempre, come tanti altri che abbiamo conosciuto. E’ certo che, in qualsiasi dei due casi, alla fine sarà solo un arrivederci.

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Photo by Alessandra A.

Questo post non vuole essere una guida ma vogliamo dedicarlo all’isola e ai lampedusani. A dispetto di tutti i motivi ben noti per cui questo pezzo d’Italia è venuto alle cronache, abbiamo deciso di partire e abbiamo trovato un luogo magico, dove la parola più utilizzata da tutti, per descrivere il clima che si respira, è “LIBERTA'”. Nelle strade dissestate e impolverate, nelle case basse, nelle persone del posto che ancora si fermano con i turisti anche solo per dare il buongiorno, nel loro calore e in quello della terra che reclama la pioggia, nei racconti di chi l’isola l’ha vissuta 30 anni fa e la vive ancora oggi, nel profumo di salsedine e di timo, nei pesci che ti nuotano attorno in acqua, nei delfini che giocano a largo, negli occhi di chi ci è nato ed è costretto a partire, negli abbracci di chi ritorna, nella nostalgia di chi è trattato ingiustamente da un giornalismo superficiale e al servizio della politica, nel sapore dei cornetti sfornati caldi, mangiati al volo prima di andare al mare e nella genuinità di chi porta in spiaggia vassoi di arancini, nelle cale semivuote e nel mare colore del cielo,  Lampedusa è sinonimo di libertà. Questo è un post scritto di getto, per fare omaggio a chi ha saputo regalarci una vacanza speciale, davvero. Grazie. 🙂

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Photo by Alessandra A.

Nei prossimi post vi daremo tutte le info sull’isola, per spostarsi, alloggiare, mangiare 😀

Firenze, un piacere per gli occhi ed il palato

Su Firenze si è già scritto molto in tante guide di viaggi e su tanti blog. Ci siamo tornati pochi giorni fa e, come sempre, ci ha riservato mille sorprese.

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Ponte vecchio

Quello che amiamo di questa città è il fatto che ovunque, nell’aria e nell’architettura, si respira la vita che ha percorso queste stesse strade secoli fa; ci piace pensare che, percorrendo il Ponte Vecchio, mettiamo i piedi proprio dove passeggiava Dante, o nella chiesa di Santa Croce ci soffermiamo magari su uno stesso particolare su cui Giotto aveva posato gli occhi, e forse Brunelleschi avrà guardato il duomo proprio dal punto dove lo stiamo guardando noi, quando ancora non aveva pensato a come fare la cupola?

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Campanile di Giotto

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Chiostro della chiesa di Santa Croce

 

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Scorcio di Palazzo Vecchio

 

Beh, è un turbinio di emozioni, difficili da spiegare a parole, ma tutte da vivere. Vi suggeriamo di scegliere già da prima cosa vedere e organizzare per bene la visita. Inutile dire che i soli Uffizi e il complesso di Santa Maria Del Fiore valgono il viaggio. Nell’organizzazione, considerate che in primavera ci sono delle code davvero lunghe con migliaia e migliaia di turisti che affollano qualsiasi angolo, in inverno, al contrario, potrete godere forse della vera Firenze, meno caotica ma molto molto fredda (almeno per i nostri standard).

Non potete perdere un giro in Piazza della Signoria, a Palazzo Vecchio o nella bella piazza di Santa Croce e nell’omonima chiesa, dove vi emozioneranno i cenotafi degli artisti che hanno reso grande Firenze e l’Italia, per poi passare nel chiostro e godere della pace che solo un luogo sacro è in grado di dare, in mezzo ad una città che sembra una babele di lingue ed etnie.

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Cattedrale di Santa Maria del Fiore

Un’oasi di tranquillità potrete trovarla anche agli splendidi giardini di Boboli, alle spalle di Palazzo Pitti: vi aspetta un’intera collina trasformata in un bellissimo giardino all’italiana tra splendide fontane, panorami e aiuole, potrete spingervi fino al Forte Belvedere, dove vi aspetta la vista di tutta la città dall’alto.

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Palazzo Pitti

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Giardini di Boboli

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Vista di Firenze dal Forte Belvedere

Firenze è arte ma anche buon cibo. Possiamo suggerirvi alcuni dei posti che abbiamo provato noi e ci sono piaciuti davvero, qui potrete mangiare una buona fiorentina e tutto ciò che la tradizione toscana ha da offrire e bere del buon vino: All’antico ristoro di cambi, Antica trattoria da Tito e Osteria dei Pazzi.

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Osteria Antico Ristoro da Cambi

Hotel: ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le tasche, dagli ostelli a quelli di lusso, nella nostra ultima visita abbiamo alloggiato presso il C-hotels The Style Florence. L’abbiamo scelto, partecipando a un’asta su Bidtotrip.com , e vincendo il soggiorno di 2 notti con soli 5 euro. Ci piace a questo proposito fare una piccola digressione su questo sito di aste online, abbiamo partecipato un po’ perplessi e lo eravamo ancora di più dopo aver scoperto che ci era stato possibile vincere con pochi euro, ci siamo ricreduti: è stato tutto perfetto e parteciperemo di sicuro nuovamente, appena sarà conveniente farlo, ovviamente.

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Non ci resta nulla da dire, è una città tutta da vivere. Buon viaggio. 🙂

 

 

Tra il cielo e il mare di Positano: il sentiero degli dei

Nella rinomata costiera amalfitana esistono angoli ancora poco conosciuti al turismo di massa, tra questi il più affascinante è forse il sentiero degli dei.

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Sospeso tra le montagne che sovrastano la costiera e il mare che bagna Praiano, Conca dei Marini e Positano, questo percorso di trekking è lungo circa 7 km e scommettiamo che vi lascerà senza fiato.

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La partenza del sentiero è da Bomerano, una frazione nel comune di Agerola e l’arrivo è a Nocelle, frazione di Positano. E’ ovvio che è possibile partire sia dall’una che dall’altra città, la differenza è però che partendo da Agerola buona parte del percorso sarà in discesa, viceversa partendo da Positano.

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Il sentiero non è eccessivamente difficile per chi è in buone condizioni di salute, anche se non allenato (come noi :p). Partiti da Bomerano vi ritroverete presto immersi nella macchia mediterranea, a 650 metri di altezza con il mare a strapiombo sotto di voi. Il percorso dura circa 2 ore e mezza, camminando a passo moderato, ed è un susseguirsi di sali e scendi ben tenuti e panorami mozzafiato. Fatte salve alcune zone, si tratta di un itinerario abbastanza praticabile anche per chi ha dei bambini al seguito, essendo in molte zone protetto con i parapetti in legno.

Arrivati a Nocelle c’è una piazza utilizzata come punto di ristoro da tutti i visitatori, con un caratteristico chiosco dove potrete sorseggiare aranciata o limonata fatta con gli agrumi della costiera. A questo punto, per tornare indietro, avrete due alternative: o andare ad Amalfi e prendere il pullman di linea Sita, che vi riporterà ad Agerola o rifare il percorso in senso contrario. Noi abbiamo scelto la prima e siamo scesi da Nocelle ad Arienzo (altra frazione di Positano), per 1500 gradini, di una antica mulattiera che vi permetterà di vedere scorci davvero impareggiabili (per i più pigri esiste una navetta che porta da Nocelle a Positano). Arrivati ad Arienzo bisogna proseguire per circa un km sulla statale in direzione Positano e, da qui, prendere il pullman di linea per Amalfi, per poi fare un cambio di bus prendendo quello per Agerola.

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Cose da sapere:

lungo il percorso c’è una sola fontana, quasi all’inizio (partendo da Agerola), munitevi perciò di bottiglia d’acqua e qualche spuntino. Il percorso è per buona parte al sole, che soprattutto in estate può picchiare molto forte, vi consigliamo per questo di evitare le ore più calde e portare con voi una crema protettiva, oltre che un abbigliamento adatto: cosiddetto a cipolla.

Non vi resta che partire!! 🙂

Donne viaggiatrici nella storia

Nel giorno della festa della donna vogliamo celebrare le donne che, contro ogni pregiudizio, hanno fatto la storia nel mondo dei viaggi. Esploratrici, scrittrici o semplici viaggiatrici sono state donne che hanno vissuto, per il loro tempo, fuori dagli schemi.

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Jeanne Baré (1740-1807). E’ stata la prima donna a circumnavigare la terra tra il 1766 e il 1768. Governante di uno degli uomini che partecipavano alla spedizione di Louis Antoine de Bougainville sulle navi La Boudeuse e Étoile, decise di seguirlo a bordo. A quel tempo era assolutamente vietato per la marina militare francese che fossero imbarcate delle donne, decise così di travestirsi da uomo e prese parte all’avventura. Scoperta la sua vera identità, secondo alcune biografie, nel 1968 fu costretta a sbarcare.

Isabella Bird (1831-1904). Scrittrice inglese. Spinta dal padre e su consiglio del medico, già da giovane, per risolvere i suoi problemi di salute, si reca negli Stati Uniti e in Canada, dove rimane per due anni. Tornata dopo la morte del padre, si trasferisce ad Edimburgo, dove ha la possibilità di visitare la Scozia. Alla morte della madre decide di partire per l’Australia, che però la delude, e si sposta, dunque, nelle Hawaii. Torna poi negli USA per visitare il Colorado, che percorse a cavallo, così come fa successivamente col Giappone. Tornata in patria per la morte della sorella, riparte alla volta dell’India, da lì visita il Kashmir, la Turchia e l’Iran. Morirà poco dopo essere rientrata dal Marocco, nella sua casa di Edimburgo.

Elizabeth Jane Cochran (1864-1922). Più conosciuta con lo pseudonimo di Nellie Bly è stata una giornalista, la prima ad inventare il giornalismo sotto copertura. Dipendente del New York World, diretto da Pulitzer, fu mandata come reporter a seguire un’impresa che voleva ripercorrere il romanzo di Jules Verne, Il giro del mondo in 80 giorni. Partì da New York nel novembre del 1889 e vi fece ritorno 72 giorni dopo. E’ passata così alla storia per il suo record, anche se battuto pochi mesi dopo, da una nuova spedizione.

Annie Londonderry (1870-1947). Nel 1894 accolse la sfida di due facoltosi uomini di Boston che, convinti dell’impossibilità di perdere la scommessa, misero in palio una cospicua somma di denaro per la donna che sarebbe riuscita a battere il record di Thomas Stevens, primo uomo, ad aver fatto il giro del mondo in bici. La donna decise di partire e, finanziandosi con gli sponsor applicati sulla sua bicicletta, tornò in Lettonia, dopo 15 mesi, dove venne accolta come un’eroina e diventò il simbolo dell’emancipazione femminile.

Alexandra David-Néel (1868-1969). E’ nota soprattutto per essere stata la prima donna occidentale a giungere in Tibet, nel 1924, quando questo Paese era ancora vietato agli occidentali. Già a 18 anni, partì in bicicletta per la Spagna e, nello stesso modo, visitò la Francia. Si trasferì poi a Londra dove rimase affascinata dalle filosofie orientali, in particolare dal buddhismo. Ricevuta una ricca eredità dalla nonna materna, la utilizzò per visitare in lungo e largo l’India. A corto di denaro, cominciò a lavorare come cantante lirica e poté permettersi, così, ulteriori viaggi, invitata dai teatri di tutto il mondo. Impossibilitata a tornare in Europa a causa della prima guerra mondiale, andò in Giappone e da lì nella Cina in piena guerra civile. Attraversò il paese a piedi e raggiunse in questo modo, Lhasa. Morì a 100 anni, in Provenza.

Amelia Earhart (1897-1937). Pilota, nel 1928, è la prima donna ad attraversare l’Atlantico a bordo di un aereo, il Friendship. Dopo 21 ore di volo, quando atterra in Galles, è accolta con i migliori onori. Nel 1931 stabilisce il record di altitudine mondiale, salendo oltre i 18mila piedi. Nel 1932 è la prima donna al mondo a completare la transvolata dell’Atlantico in solitaria, così come la prima ad attraversare in aereo, senza scalo, tutti gli Stati Uniti. Scompare nel tentativo di effettuare il giro del mondo, a sole 7mila miglia dalla meta.

Grace Marguerite (1895-1946). E’ passata alla storia come la prima donna ad aver fatto il giro del globo per via aerea. Famosa per aver fatto conoscere al mondo il dirigibile e, come una delle prime giornaliste d’assalto.

Laura Dekker (1995). E’ la più giovane velista ad aver fatto completato il giro del mondo in solitario, è partita a soli 14 anni, rientrando in patria dopo due anni e, stabilendo così, il suo record mondiale.